a fianco del FAI, Lombardia, piccoli racconti

PICCOLO MONDO NON PASSA MAI

Strette strade, come a Como. Stradine con i ciottoli, male per un paio di poveri consumati sandali. Nessuno in giro. Ed è un altro lago, quello di Lugano, condiviso con la Svizzera. Molto simile nel paesaggio a quello di Como, ma molto più solitario e con tanto più verde. Sulla sponda davanti non ci sono neppure strade. All’epoca della peste, quel versante isolato era diventato lazzaretto.

È la prima volta che vengo qui, lo volevo da tempo. Ho scoperto Antonio Fogazzaro immergendomi nelle atmosfere misteriose di Malombra, e lo sento un po’ come un amico di vecchia data, un animo profondo ma non inaccessibile.

In transito a Menaggio ho in testa il sogno, e la calma tipica di chi è in vacanza totale. Le persone a cui chiedo informazioni per la linea del bus da prendere, di Villa Fogazzaro non sanno nulla (?).

Un impiegato gentile mi manda a una certa fermata perché teme che, essendo ora di uscita da scuola, rischierei di non trovare posto a sedere. Ci vado. C’è un palo con orari che paiono geroglifici, per scrupolo chiedo conferma al cameriere di un bar irritato. Poiché questi cade dalle nuvole, rimango con me stessa in una specie di non risposta.

Ho davanti la montagna, così tanto gigantesca da voler acuire i miei dubbi. Legittimi, forse, ma pur sempre irrazionali, invadenti, ladri di spensieratezza. Non è il momento di fagocitare questi intrusi; il sole splende, persino il tempo è dalla mia parte!

Mi sento piccolina, e un po’ preoccupata, non vorrei esser costretta a rimandare… e poi penso invece che quel bus arriverà. E ricordo che se abbiamo un briciolo di fede come il più piccolo dei semi, sarà la montagna a doversi spostare.

Compare il pullman, trovo posto, e dopo qualche curva la montagna di prima non c’è più. Frazione dopo frazione, sempre più lontano dai fasti, quando finalmente scendo siamo solo io e il silenzio della natura. Malombra è rimasta laggiù, in quell’angolo seminascosto del promontorio dietro Torno.

Oria, frazione di Valsolda, una manciata d’abitanti, fine d’Italia.

villa Fogazzaro - la darsena che fu fatale a Ombretta...

Andando indietro a tanti anni fa, la mente ritrova Piccolo Mondo Antico, la storia di Franco e Luisa, del loro amore osteggiato, e della tragedia della piccola Ombretta, caduta nel lago per colpa di un attimo di gioco in darsena.

C’e solo una strada: quella dove mi trovo io. Spero non ci saranno sorprese al ritorno, perché è impensabile arrivare a piedi al paese più vicino; è infatti troppo stretta e ad un certo punto sparisce in una galleria.

Una salita porta verso la chiesetta di Castello, non sospetto neanche lontanamente che contenga un tesoro di affreschi di grandezza pari a Michelangelo… M’incammino verso la discesa, seguendo le indicazioni che conducono all’entrata, a pelo dell’acqua.

villa Fogazzaro - meravigliosa vista sul lago di Lugano

Tutto ispira semplicità. La villa si eleva discreta a fianco di una chiesetta, fra un’area di bel verde intitolata Orto di Franco, e il resto di case, vialetti e portoncini.

Quante vicissitudini deve aver visto questa casa: prima il padre che vi si rifugiò per sfuggire agli austriaci, poi Antonio Fogazzaro, che ne fece la sua residenza estiva. Ancora dopo il pronipote, marchese Giuseppe Roi. Infine il FAI, che le aggiunge l’importante valore della memoria.

tavola imbandita a villa Fogazzaro

Memoria valorizzata da piccole accuratezze quotidiane, come la frutta fresca, la carica della pendola, il pieno rispetto delle disposizioni testamentarie. Passo da una stanza all’altra, mi fermo ad ammirare il piano nobile, quello più abitato, e l’antico lampadario con candele del salone Siberia, quello più freddo.

La carta da parati è semplice ma dipinta a mano… Nove sono i bastoni da passeggio, forse il marchese pronipote li collezionava? Una stretta ma ricchissima biblioteca m’invoglierebbe a scrutare quei titoli uno ad uno, ma questo non è un museo… è una dimora.

Nello studio si leggono annotazioni scritte nella parte interna di un cassetto

Sono note di lui, niente misteri, niente contrasti feroci. E c’è anche lui, guarda da una fotografia: somiglia un po’ad un mio conoscente, piccola nota di inattesa familiarità.

A fianco, un pianoforte. Chi sa mettere in risalto sentimenti dolci accanto ai forti, è logico che ami la musica, e che dia mostra di atti di generosità non comune: agli ospiti infatti non dava una stanza riservata, ma cedeva la sua.

villa Fogazzaro - la vista più bella dal balconcino

Dietro una tendina traspare il paesaggio, proprio magnifico. Sullo sfondo il monte Bré; agli angoli, nascosti eppur vicinissimi, Lugano e Campione d’Italia, provincia di Como in territorio svizzero. Oggi ci sono anch’io accanto alla bellissima Olia Fragrans che diffonde, complice la brezza, quel suo particolare profumo di limone quasi fosse creato ad arte.

Mi siedo anch’io in quel balconcino, su una delle sedie bianche dove un giorno si sedette Mariano, l’amato figlio strappato a suo padre dal tifo ad appena 20 anni. Sento quel pianto tremendo là dove il Piccolo Mondo quel giorno finì; porto la mia piccola lacrima là dove lo stesso ogni giorno ancora risorge.

Se la vita è dura, c’è anche chi non ha rinunciato a vivere, riuscendo a farsi ricordare. Quanto vorrei saper fare anch’io quelle incredibili e tanto ricche descrizioni, chissà… continuerò a cercare altri scritti da leggere, per capire e conoscere più in profondità un animo a cui mi sento in qualche maniera affine.

E qui vorrò ritornare. So già che quel poco che ho vissuto lo vorrò ancora ritrovare.

Perché gli amici, quelli veri, cercano sempre di rivedersi. Si considerano come una sorta di famiglia allargata, camminano seguendo le tracce l’uno dell’altro, mentre aspettano di ritrovarsi tutti, finalmente liberi, nello stesso eterno presente.

lapide in memoria di Antonio Fogazzaro

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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