Veneto

LUGLIO A VICENZA

Avevo giurato di non uscire di casa prima delle 18, ma al primo cenno di prepotente bisogno di evadere mi sono incontrata con la sorpresa di un viaggio al sole con afa assente, parecchio  inusuale…

Giusto una settimana prima della chiusura mi decido ad andare a vedere la mostra Mito Dei ed Eroi alle Gallerie d’Italia di Vicenza, tranquilla piccola perla fra Verona e Venezia.

Sono un po’ infastidita dal dolorino al tallone, ma così mi sentirò per un momento sorella di Achille, il più forte di quegli Achei che distrussero Troia, e il cui unico punto debole era proprio il retro del piede.

Siamo fuori Toscana; anzi, non ci confiniamo proprio. Di mura fortificate neanche l’idea, potere zero; tutto ha sapore di ambiente raffinato. Per una giornata sono uscita dai torrioni e dai dipinti enigmatici, per andarmi a sedere vicino ad Apollo; attraverso la contemplazione degli affreschi mi par già di sentire le dolci note della sua lira…

Vicenza ricorda subito Venezia, per via di qualche palazzo sulla via principale proprio in stile veneziano. E per l’originalità della definizione delle sue strade, molte delle quali qui si chiamano contra’ o stradella, così come a Venezia si chiamano calle.

Dettaglio del soffitto di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza

Le Gallerie d’Italia sono a Palazzo Leoni Montanari, che mi ha lasciato di stucco per la quantità di decorazioni classiciste. Prima di salire al piano primo, quello della mostra, mi soffermo non poco ad ammirare Eolo che lega i potenti venti intenzionati a portar scompiglio e rapire una bella. Eolo scaccia le nubi per consentire alle dolci brezze di soffiare e favorire l’incontro fra Zefiro, il vento messaggero di primavera, e Clori, ninfa e dea dei fiori.

Quando poi salgo al piano degli dei, entro, senza volere, dalla fine del percorso… Me ne accorgo una volta giunta al pannello d’entrata… Certe mie distrazioni farebbero di me una (spero) simpatica dea dell’olimpo delle originalità vissute, ma nessun piccolo imbarazzo giustificherebbe il negarsi un giro fra queste sale ornamentate da favola. Ad ogni soglia varcata corrisponde la favola di un dio o di un eroe. Apollo, Atena ed Ercole vicino ad Alessandro il Grande, Achille ed Enea.

Nella Sala delle Muse, simbolo della potenza dell’intelletto e della forza creativa dell’uomo, il nome primo fra tutti è quello di Apollo. Figlio bellissimo di Zeus, virtuoso della lira, infallibile arciere e dio degli oracoli, Apollo è un musicista vendicatore; uccide i figli di Niobe (sposa del re di Tebe), e vince la sfida del satiro Marsia, suonatore di flauto, condannandolo ad un tremendo supplizio. Figlio di Apollo era Esculapio, il cui simbolo di dio di medicina e dei serpenti richiama all’emblema delle moderne farmacie.

Enea si salva dalla sconfitta di Troia da parte dei Greci, aiutati da Atena, ideatrice lei stessa del cavallo. La spedizione achea in Troia capitanata da Agamennone, era per via del rapimento consenziente della principessa Elena ad opera di Paride, che poi ucciderà Achille, le cui gesta sono narrate nell’Iliade di Omero.

Figlio di una dea, Achille viene affidato al centauro Chirone per essere educato nella musica e nell’arco, così come nelle scienze fondamentali (l’astronomia e la medicina). Quando gli viene sottratta la sua schiava Briseide, si ritira dalla guerra con grande offesa, ma ci ritorna per vendicare l’amico Patroclo. Ucciso da una freccia, il suo corpo viene messo al sicuro da chi contenderà per avere le sue armi.

Dipinto del Tiepolo con Atena e il conte Bruhl

Un dipinto del Tiepolo introduce la figura di Atena: è il conte Brühl che deve incoraggiare il sovrano a proteggere le arti, accompagnato da fanciulle simboleggianti la pittura, la scultura, e l’architettura. E accompagnato anche da Omero, figura della poesia. Atena e Apollo sono le statue ai lati del trono, entrambi divinità delle arti.

Atena, figlia nata dal cranio di Zeus, vergine guerriera ed industriosa, è qui presentata con elmo, scudo e lancia, vestita della pelle di capra con al centro la testa di Medusa, uccisa dal suo protetto Perseo.

Alessandro III di Macedonia, considerato il più grande condottiero di tutti i tempi, fu uomo di grande carisma, capace di amicizia sincera e gentilezza d’animo. Seppe mostrare pietas davanti al feretro del nemico, dopo aver appreso che questi era stato vittima di un inganno.

Ercole ancora in culla sconfigge i serpenti inviati da Era (perché nato dal tradimento di Zeus). Nell’interpretazione cristiana è simbolo del credente che affronta con coraggio le fatiche della vita, sperando di arrivare alla salvezza. Era lo tormenta, e lui in preda alla follia uccide moglie e figli. Per espiare accetta le dodici fatiche.

Mi concedo una sosta in piadineria, invogliata da una prosciutto e funghi fortificata come una pizza, con esercito di grandi patatine. Al di là del valore storico di quanto ho avuto modo di ammirare, sono soprattutto i caratteri di queste figure ad essere messi in risalto, in tutti i loro enormi contrasti ma anche nei loro puliti ideali che non passano mai di moda, e questo si apprezza.

Non si può dire di aver visto Vicenza senza una sosta al monumento simbolo, la Basilica Palladiana, che a dispetto del nome non è affatto una chiesa. Fu chiamata Basilica dall’architetto Palladio in persona, in onore degli antichi palazzi di governo di Roma.

Privo di decorazioni, l’interno è un ampio salone con il Leone di San Marco e grandi finestroni a punta che in verità proprio ad una cattedrale farebbero pensare…

Cammino lungo il perimetro di questa sala vuota eppure affascinante in completo silenzio. La visita comprende tutto il porticato e anche la terrazza.

Statua della terrazza della Basilica Palladiana

Guardo il panorama senza indovinare dov’è Verona. Osservo molti tetti delle case, ma prima ancora mi accorgo dei ferri di rinforzo che sostengono la fila di statue sulla balconata, sembrano quasi come certe protesi che si usano per le ginocchia o per la schiena. Torno ad osservare i tetti delle case di mattone o pietra,  essendo ormai lontani i giorni in cui erano questi il materiale consueto; poi vedo in lontananza anche due edifici piuttosto grandi, forse ville…

Probabile. Qui era di casa Andrea Palladio, e la zona è piena di ville, una delle quali ha le facciate ai quattro angoli perfettamente uguali.

E un’altra villa era di proprietà di Antonio Fogazzaro, che quivi nacque, e con cui ho appuntamento per una prossima storia sul Lago di Lugano.


La mia giornata è cominciata con la mostra alle Gallerie d’Italia, ho visitato la Basilica e fatto un giro intorno al centro storico entrando anche nel duomo.

Per il futuro sono incuriosita dal Museo del Gioiello e naturalmente dal patrimonio palladiano fra cui lo stupefacente Teatro Olimpico. Sarà come tornare nell’antichità…

Non manca, naturalmente, la possibilità di avvicinarsi alla vita e al tempo di Fogazzaro rivivendo il cammino a lui dedicato.


Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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