Torno - le auto esposte fra i viali del Valentino
Piemonte

TORINO CAPITALE DELL’AUTO FRA SALONE E MUSEO

La prima frase che odo è “Ci vediamo a Ginevra!”. Guardando i volti delle persone mi capita di vedere qualche occhio a mandorla…

Non ho mai visto Ginevra, e so che è famosa anche per il Salone dell’Auto. Quello che ho visitato io due volte a Torino porta lo stesso nome, ma è una versione a modo nostro. Allestito nel parco del Valentino, riafferma il nostro voler estendere il concetto di arte sia a castello che a design, simboli di un passato e di un futuro che convivono nel presente.

Al parco del Valentino, un angolo torinese di natura

In mostra una miriade di auto colorate, ultramoderne e bolidi da corsa a fianco di “fanciulle di ieri” gettonate dai collezionisti; e ancora bolidi simil Guerre Stellari, dignitose utilitarie ad accattivanti emissioni zero, l’auto volante (!) e persino un carro armato ambulanza.

Tanti bei mezzi a motore esposti in fila lungo i sentieri che costeggiano il “cittadino” fiume Po, su cui dominano il bel Castello del Valentino ed il vicino Borgo Medievale.

Tutto quello che non è in tema funge da cornice, aggiungendo bellezza e imprimendo una firma di unicità al capoluogo piemontese.

Torino è progredita, è tante cose, ma rimane il quartier generale dell’auto. Se deve ricevere sprone, sarà dal grigio metallico di una Mercedes posizionata in mezzo al verde piuttosto che in un freddo edificio.

Approfittando del poco traffico umano e della felice combinazione di aria aperta, silenzio e musica, mi accingo ad una passeggiata non priva di sorprese:

l’Espada Lamborghini, affusolata come un missile, con interni che richiamano le auto dei film americani, oltre ad uno spazioso bagagliaio;

le ali di una McLaren, ovvero portiere che si aprono verso l’alto;

la Pagani di Modena, dal design stile astronave, firmata, e con specchietti retrovisori a forma di foglia.

E per finire… le due lady Ferrari, rossa e bianca insieme con fiori di sfondo, quasi la seconda andasse a nozze…

Mi ricorda il signor XL1 Volkswagen presentato nel 2017, bianco da favola, futuristica versione delle belle carrozze di una volta.

  • La rossa elettrica esposta al Salone dell'Auto di Torino - in viaggio sulle tracce di Nikola Tesla
  • la Pagani di Modena
  • Autosalone al Valentino - ospiti due lady Ferrari
  • una primadonna immortale - la 500
  • Espada Lamborghini esposta al Salone dell'Auto di Torino

Ritorno un attimo all’edizione scorsa… Mi rammento capitata davanti ad un bolide del 1912, però a me pareva più un trattore che un’auto da corsa… Più avanti altro bolide, stavolta progettato dagli studenti del Politecnico.

Cambio di marcia. Terzo bolide F1 con sopra stampato FIRENZE in maiuscolo invece delle solite Imola o Monza.

Poco oltre comparve la FV-Frangivento, sottile come una sogliola, giunta fin qui da Monte Carlo, tutta vestita color bianco-oro.

Spuntò persino un fuoriserie della natura, uno scoiattolo con un gran show di coda, attratto dal profumo rombante di certe noccioline…

E la più accattivante? Ma lei, naturalmente!!! La Giulietta della Polizia di Stato, di pattuglia davanti al Castello, pennellata di gradevole azzurro con strisce tricolori.

la Giulietta della Polizia di Stato in forza al Valentino

Non bisogna però dimenticare che siamo a Torino, e che qui auto vuol dire anche e soprattutto museo, ovvero la storia che ha concepito l’automobile, e l’automobile che si è evoluta seguendo le tendenze della storia.

Piangi davanti alla trapassata 600 familiare della FIAT, perché ti ricorda le spiagge che invitavano l’estate,  la possente voce di Mina, la gran voglia di rifarsi dopo una brutta guerra.

Non ti lascia indifferente l’auto al di là del muro di Berlino, così come nemmeno rimani indifferente allo sviluppo creativo del moderno design.

Dietro a una combinazione di lamiere, c’è una mente che concepisce e progetta, tant’è vero che il museo oggi non è più solo esposizione ma punto d’incontro di attività collaterali.

Un patrimonio; proprio come flora, fauna e castelli.

  • la mitica 600 della FIAT esposta al Museo dellAutomobile di Torino
  • onore alla forza lavoro ricordata al Museo dellAutomobile di Torino
  • Come nasce un'automobile
  • Torino e lautomobile al museo
  • il MAUTO e il muro di Berlino
  • Torino - Museo dell’Automobile

E poi finisce che l’arte richiama arte. Una fastidiosa pioggia mi costringe ad inventarmi un riparo (arte di arrangiarsi), e per una buona mezz’ora (arte di pazientare). Incurante l’artista popolo del fiume, composto principalmente da papere e canoisti.

Ora vedo che dietro a un motore c’è un fiorire di idee che immaginano un futuro; che bel mondo, penso… un mondo al quale anche il resto di noi, ormai fuori da rotte scolastiche, deve riallacciarsi per non finire consumato dai fatti della vita.

Gli interni bianchissimi della Volkswagen

Se mi piacciono i motori? Io che non ho neanche la patente…

Mi piace il design, l’idea di movimento attorno all’idea auto. Una volta seguivo anche la Formula 1, che non è solo una questione di corse e di chi vince, ma è tutto il mondo dietro, fatto di tecniche, di personalità, di sogni e speranze.

Per questo vorrò metter piede anche al Motorshow di Modena, e al Museo della mitica Ferrari.

Ma chi passa per Torino e ama i motori, non può non entrare al

e non può ignorare la grande città nella sua grande regione

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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