musica

YES, CI SONO!

Bello il video di No Hero, mette in pista la questione dell’esserci, soprattutto in che senso ci siamo e ancor più in che misura.

Il discorso suona more or less così: non nasconderti, ci sono io, anche se non sono un eroe, e vesto jeans strappati con anelli metallati. Non salterem dai palazzi, ma saltiam comunque dalle belle sorprese che ancora ci possiamo fare, se ti giri ecco apparire quell’amico che credevi sparito, e forse magari chissà, anche un po’ more che un amico. Com’è bello ritrovarsi tutti insieme, e intanto da fuori una tipa osserva e ci mette benzina sonora. Le flebo servono, ma è la presenza che incoraggia.  E’ l’amore che fa miracoli. Infatti poi ha luogo quello che non dovrebbe mancare mai, tutto quel ridere, ballare, giocare e divertirsi, un effetto domino in positivo, ed è proprio vero che non è questione di essere dei superman, ma occorre sì il coraggio di pensare a come tirare fuori il meglio, ecco la vera sfida della youth del futuro.

Messaggio great, non c’è che dire. Tutto l’opposto della frustrated one di Love Me Love Me Forever Do You Feel Any Better?, wow, che rock, o pop, be’, a dire il vero non so più distinguerli, ma sì che ormai li vivo e basta. Very original la location al super, coi cespi d’insalata versione pon pon. Un inizio stile I feel so blue, poi invece ecco che per una cinquantina di secondi ci si accende tutti al parcheggio, each one col suo bisogno di esistere, peccato che poi ognun se ne torni a casa sua (tranne la vecchietta, che se ne va anche lei, ma in moto).

Non sono una gran fan di Elisa, ma mi viene la curiosità di risentire prima Labyrinth, molto interiorizzata, e poi Together, che diceva che siamo sempre insieme, sia che piova o ci sia il sole. A mio parere certe sonorità le riuscivano meglio prima, o forse sono io che non mi accontento never della semplicità, I want anch’io una pioggia che spazzi via tutto, e un aroma di dried flowers che parta a razzo, acuto, sempre più in alto, no matter in che nebbia esistenziale ci troviamo immersi. Eppoi sono una che è rimasta figlia, combattiva, ribelle, sentimentale… please, non me la togliete la linfa. I love canzoni che osservano il mondo in cui ci troviamo a vivere, a volte più interiorizzate, a volte invece più attente all’outside.

Il bello di cantar di sensazioni è che prima di tutto si pone sul tavolo il problema in chiave, da cui poi scaturiscono gli ups, i downs, i di mezzo, e anche il mio blog con this post, l’importante è che non facciamo mai la figura di anonimi mister-boh. Anzi, let’s see se riusciamo mai a take courage anche noi. Come se ci dicessero “Che fai ancora lì dove sei??? Apri gli occhi che there’s a chance!!!”. Certo ci sono anche gli impantanati, ma a noi non la si fa, che quello non lo si può più nemmeno chiamare sound. La musica è comunicazione pura, non è fatta per andare in corto. Nel Liga vedo un cantante così così che apre porta a un raccontatore potente, il Sale della Terra starà sotto sotto a significare che siamo noi il condimento del progresso, perciò non lagnamoci troppo che il progresso is urgently in need of us. Mentre col Muro del Suono si spinge oltre, l’accenno all’argenteria fa già storia. Bellissimo anche il disco di Nek, bellissimo e coloratissimo, non ricordo di aver mai sentito un incitamento come Fatti Avanti Amore, di solito si va per un percorso o più modesto o più profondo, come Michele Zarrillo, che con la sua Ragazza d’Argento ha creato un’atmosfera da far parlare i monumenti. Arte pura, ma anche un incitare, prova di gran self-security… Gianluca Grignani col Più Fragile fa un’ammissione pubblica a mezzo testo semplice, riuscendo a far dimenticare certe recenti alticciate, comunque gli auguro di riprendersi. E la palma del best dei nostri tempi va senza dubbio a Rocco Hunt, esponente di rap non martellante, che per esserci c’è, eccome se c’è, e non solo lui, perché dietro vengono tutti, ma proprio tutti, gli altri. E chi ha mai avuto l’audacia di proporre un hit che suona come un nuovo inno nazionale (svegliaaaa, sto parlando di Wake Up)?

Ma guarda un po’ una bella canzone dove ti porta: a pensare a cose carine. E guarda un po’ dove ti porta una bella canzone sostanziosa: ad altre canzoni. Quasi a richiamare un filone comune e variopinto. Thank you guys, se non fosse per voi non ci sarei più nemmeno io qui a inventarmi la vita. Solo vi prego a nome di tutti: stay alternative! Oh, YEAH!!!

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.