spiritualità

VIAGGIARE CON CALMA

Si comincia sempre con un ovvio spirito d’avventura, e si sa che le avventure in viaggio uno le vive sul serio. Oggi invece sento in me più forte la voglia di qualità. Mi accorgo sempre meglio di quello che ho davanti, riesco a vedere in un piccolo bene gli stessi diritti di un grande monumento.

Prendo un treno come fosse una metropolitana che collega i molteplici e singolari quartieri della nostra bella città Italia. La foto dà solo un’idea; il vero bello è esserci di persona in un dato posto.

Comincio col stabilire una meta, sapendo ormai per esperienza che è solo l’inizio di una piccola catena di scoperte continue, col regalo di momenti e spazi di relax interiore, uno di questi mi ha permesso di incontrarmi con un cigno, anche lui solitario, proprio vicino alla sponda del lago a Como.

L’elenco delle cose che si possono fare in una città è utile, ma è solo suggerimento. Il viaggio lo fa quello che cuore e pensiero raccontano di noi a noi, nel presente di quel dato momento. Si costruisce il ricordo unendo il pratico con lo spirito. Il ricordo vissuto così diventa tassello di memoria nel bagaglio infinito della nostra vita. La memoria sarà il segno che abbiamo superato la patina superficiale, il punto in cui sapremo senza rimpianti di non essere rimasti dei sacchi vuoti.

Ad ogni viaggio ritrovo pienezza. Di tempo e di libertà di movimento. Da sola è più facile, perché mi sento davvero libera di vedere quello che mi attrae, e che di solito non è mai dove vanno tutti. E un giorno solo si riempie dell’intensità di un mese. In quel luogo non sei più la persona d’abitudine, ma ti ritrovi in un’inconsueta dimensione dove tutto è nuovo e tutto stimola la curiosità.

L’aria è lo stesso ossigeno ovunque, ma ogni contesto è una fusione di atomi caratteristici. Vedo, non più solo con gli occhi, che il paesaggio è davvero diverso ben oltre l’aspetto esteriore. Mi compiaccio nel provare una sana meraviglia per la bellezza che mi si svela davanti e, ogni volta che trovo scolpito su qualche parete il ricordo di fatti e personaggi della storia, riesco a sentire la loro forza sempre viva, ed è come se volessero passare il testimone della vita a me.

Credo di stare vivendo una fase primaria di esplorazione di un territorio, di cui mi interessano culture e tipicità del posto, come anche gli addetti ai lavori con le loro iniziative di promozione culturale e turistica, come dire: cammino cercando di aprire a mia volta un cammino. Vorrei andare sempre oltre.

Vorrei conoscere meglio la cucina zonale, entrare in un locale tipico, sia esso una trattoria o un ristorante stellato, per apprezzarne l’arte culinaria in grande e in piccolo. Sto quasi per andare a mangiare il ragù a Napoli, non disdegnerei un salto a Villa Crespi per gustare la cucina di Antonino Cannavacciuolo, sapendo che dietro una grande professionalità c’è una persona con valori. Non andrei a mangiare aragoste sul lago Maggiore, così come aspetto di andare ad Ascoli per scoprire le olive, e non c’è verso che mi faccia tentare dalla focaccia ligure a meno che non mi trovi a Genova. Non è una presa di posizione, e neppure un ragionamento; è diventata una reazione fisica.

Leggetelo anche voi questo articolo di Enzo Bianchi . Poche frasi; ma ognuna richiede di soffermarsi a valutare un cambio importante nel modo di vivere un viaggio.

Anche questo fa parte di quella spiritualità che, insisto, dobbiamo recuperare.

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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