opera per sempre

TRIONFANTE RITORNO ALLA SCALA

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Il primo è della Scala, con il riuscitissimo Andrea Chénier 2017, dramma d’amore in piena rivoluzione francese. Il secondo è personale, ovvero il mio ritorno all’opera dopo quasi un anno di vicissitudini varie.

Un ritorno agli sfarzi di un mondo a parte, che quando ti ci addentri devi già saperne qualcosa in anticipo sennò ti ci perdi, lontano com’è questo tipo di spettacolo dalla fretta dei nostri tempi. Ritorno alla potenza di una voce, ai gesti possenti di chi rompe gli schemi contro la presa alla leggera delle cose. Ritorno ad una profondità di dialoghi, concetti, pensieri che nella vita di tutti i giorni credevamo perduti. Ma non lo sono affatto, se addirittura ci sono gli stranieri che studiano queste grosse parti in rigoroso italiano.

L’opera è un incontro, di uomo e donna, ma anche di altri, e, sullo sfondo, un cambiamento epocale. Somiglia ai tempi di adesso.

Seguo la storia aiutata dai sottotitoli e dalla tecnica recitativa dei cantanti, che infatti devono non solo “ugolare” ma anche interpretare il carattere del singolo che interagisce nell’insieme.

Sta bene Maddalena con quei riccioli che sottolineano la sua femminilità. Sotto c’era la brava Anna Netrebko, al suo debutto in questo ruolo, quasi irriconoscibile così “riempita” di parrucca e vestito. Vorrei dare una rapida ripassata alla trama, ma vengo presa dallo svolgersi delle scene, e decido di captare la storia solamente attraverso quello che vedo.

Lei gli scrive, si è innamorata e gli mostra tutta la sua fragilità chiedendogli di proteggerla. Nel frattempo avanza il Terrore, quel particolare momento storico in cui un semplice sospetto bastava per essere condannati. L’altro è Gérard, anch’egli innamorato, quasi nella parte dell’intruso in contrasto con la grazia e lo spirito gentile dei protagonisti. Un triangolo, tanto per speziare la trama, ma in cui alla fine ci si aiuta invece di distruggersi.

Bella l’aria di Maddalena, in cui lei rievoca la morte della madre e l’invito a continuare e a credere ancora nell’amore. E’ talmente potente che Gérard cambia registro, convinto dalla fermezza di lei nel respingerlo, fedele fino in fondo al suo amore per Andrea.

Quelle donne in prima fila al processo… che differenza con la protagonista; è vero che sperimentare sentimenti profondi ti rende qualcosa di meglio e di più che una popolana. E ti fa cercare la via d’uscita invece di ridurti a strilli.

Maddalena infatti arriva a corrompere una guardia per sostituirsi ad una condannata e condividere così il tragico destino dell’amato. La condannata è salva, ma anche per i nostri protagonisti non è la fine, perché in quello stesso tragico destino si trovano in due, e questo li fortifica per andare incontro all’inevitabile. Si spera nella grazia, ma l’opera è vita vissuta fino in fondo, e non sempre conduce ad un happy end. Qui la morte segna l’inizio di una nuova alba.

Anche se non eravamo tutti lì, perché impegnati in varie parti del paese, la diretta su Rai 1 ci ha permesso di esserci lo stesso, e in più di vedere oltre la platea. Fa piacere ascoltare i commenti di chi l’opera la segue anche solo per pura passione, è un modo per imparare anche noi (non addetti ai lavori) sul campo. Lodevoli le iniziative del teatro per i giovani, grazie alla sempreverde Carla Fracci e ai tanti professionisti come lei che non li dimenticano. Per quanto mi riguarda, l’assenza (triste) di certi vip non è stata granché notata, tanto erano puntate le pupille sul vero motivo di ritrovo. Anzi: data l’importanza di questo grande appuntamento culturale… e se i vip li rimpiazzassimo noi?

 

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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