AADFI - inaugurazione della mostra su Remo Squillantini a novembre 2021
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Remo Squillantini in mostra a Firenze: un piacere coincidere con artisti meno conosciuti grazie all’Accademia delle Arti del Disegno

Cosa vuol dire andar per mostre… alcune si scoprono per caso, e in pochi vanno a vederle; eppure scegliere in base a gusti di tendenza non corrisponde alla qualità dell’offerta, che a Firenze è particolarmente interessante.

Anzi, spesso si rimane sorpresi da quel nome d’artista fino a quel momento sconosciuto che ci si presenta senza parole, se non quelle dei titoli.

E poi sono ormai proprio tante le volte che scopro qualche punto in comune caratteriale; schivi, semplici, diretti al nocciolo delle questioni che si propongono di trasmettere.

All’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ogni mese c’è un’esposizione, generalmente fuori dai circuiti classici.

E io che fo? Me le segno in agenda!

Questo novembre c’è Remo Squillantini, con un’esposizione di personaggi brutti eppur belli; da quando sono entrata non ho smesso di scriver note… che, come sempre, risulteranno in considerazioni del tutto personali.

Sono stimolata, ma al contempo ho una punta di prudenza: in Italia bisogna andar cauti prima di dire di un posto che non c’è niente da vedere…

Faccio il solito giro internet per cercare qualcosa sulla biografia.

Remo Squillantini era nato a Stia in provincia di Arezzo, si era poi trasferito nel capoluogo toscano per vivere e lavorare, prima come illustratore e poi quale pittore fino alla morte avvenuta nel 1996.

Con maestria ha saputo metter su tela il mondo come lo vedeva lui, attraverso raffigurazioni simbolo di declino contemporaneo, dove la vita si è ridotta a noia quotidiana.

Il Ritratto dipinto di Remo Squillantini
Il Ritratto

Figure sgraziate ma assolutamente vere, come Le Amiche o La Superba (a questo titolo mi viene da pensare subito a Genova).

Protagonisti è quello che mi ferma di fronte non appena entro, noto subito che in mezzo alle figure visibili ce ne sono altre in ombra.

A lato, il vero primo quadro della fila, il Nudo Metafisico di donna dai fianchi forti e capelli che appena si notano, tant’è vero che in principio la vedo calva.

Seguono La Poltrona del Potere dai colori freddi, e Il Cardinale, coperto di tutto e che mi trasmette un senso di pesantore.

Al primo angolo scatto la prima foto, nella saletta interna, al Concertino. Poi riprendo con la fila della sala grande.

Bello Il Ritratto, spezza con il prevalere di tanti colori caldi.

Una donna è al centro di varie cornici e diversi volti, quindi si va un po’ ad interpretare…

Un ritratto è quello che si vede dipinto o disegnato, ma può essere anche quello che ci si figura o che si ricorda.

La Gola dipinto di Remo Squillantini
La Gola

La Gola punge come l’idea di classe dirigente rimasta nella memoria a noi, non millenials, bensì figli di chi è uscito dalla guerra.

Con quello sfondo rosso intenso andrebbe bene in parallelo con Dante, e chissà, potrebbe nascondere qualche figura evanescente.

A parità di dimensioni, preferisco Il Caffè, anche se penserei più facilmente ad una tavolata di trattoria: al centro c’è frutta, una bottiglia e alcune mani aggrappano bicchieri – (p.s.: vedo che altri quadri portano lo stesso titolo, quello a cui mi riferisco è del 1991).

Sono volti sornioni, certo non angelici, a metà fra la luce e il buio.

Non troppo seri, ma nemmeno si capisce a che conducano certi sorrisi appena abbozzati.

Natura Morta con Figure - Remo Squillantini
Natura Morta con Figure

Donne formose e uomini tutti di età e con aria vissuta. Forme abbondanti che riempiono ma appesantiscono.

Noto che le donne sono specialmente formose, forse perché non “intubate” in giacche e cravatte, e forse così si notano di più le differenze.

Gli uomini compaiono invece anche solo come volti, e a volte persino solo ombre di volti.

Le donne quando ci sono stanno al centro, come se tutto girasse intorno a loro. E gli uomini? Stanno a guardare.

Ogni tanto mi giro per rinverdire e riassumere, e scrivo un po’ di più. A metà fila comincio a smettere di pensare a Genova e mi sposto su certi gusti grotteschi alla Fellini.

La Sosta - particolare del dipinto di Remo Squillantini
La Sosta

Spezza tale riflessione un quadro intitolato La Sosta, che in effetti ribalta il corso del pensiero; tutti uomini musicisti, con espressioni ben diverse.

C’è più eleganza, tratti di stranieri americani, ma anche tristezza. Di certo queste non sono anime gaudenti.

E’ il primo di una brevissima serie di tele a tema musicale e sportivo, ma io scelgo questo come il migliore.

Al fondo si ritorna alle Amiche, altro quadro di altra data, e di nuovo ci sono loro due al centro del sofa, con volti giusto accennati dietro… a guardare.

Fa pensare anche un po’ a un potere, quello delle donne, più silenzioso e velato, con espressioni sicure di chi la sa lunga.

Avevo ragione su Fellini! Mi ero un attimo dimenticata che la mostra infatti apre il titolo come un suo celebre film, Amarcord, e lo termina definendola Alba e Tramonto di un’Epoca.

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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