Toscana

APPUNTAMENTO CON FIRENZE

Bastano pochi giorni per capire che solo da qui si poteva scrivere la Divina Commedia…Firenze non ha bisogno di presentazioni, che potrei mai dire io di questi gioielli che hanno resistito a due guerre mondiali? Firenze si ascolta, si ammira, si respira….

Eppoi ci sono piccoli enigmi: il centro pieno di buche, a mie spese ho imparato che non ci si cammina coi sandali… e l’acqua frizzantina della fontana di Palazzo Vecchio…da che fonte mai verrà???

Dopo le 21 è proibita la vendita di alcol, gli effetti si vedono. Niente ubriachi in giro. Invece musica e teatrini improvvisati un po’ dappertutto. A seconda dei momenti della giornata una semplice traversata da un punto ad un altro della strada può risultare impossibile. La mole di turisti è impressionante, l’intasamento è assicurato. Il mio consiglio è di armarsi di grande calma e comode scarpe.

Firenze è bella sempre, ma è di sera che assume un’aria particolare. I monumenti sembrano pezzi da museo esposti all’aria aperta. L’illuminazione, o anche soltanto lo spuntare della basilica o del palazzo da un vicoletto qualunque regala effetti visivi che bisogna esserci per captarli. A Firenze ci sono palazzi dalle mura talmente possenti e misteriose, che richiamano i colpi a terra degli zoccoli dei cavalli delle carrozze di una volta, e da cui ancora oggi spuntano ferri enormi. A Firenze metti una luce contro un palazzo ed avrai una strada infuocata.

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Sulla via per un appuntamento, un certo giorno fa, mi fermo invece fra il lungarno e gli Uffizi. Colpa del Canon, le note più belle per l’inizio di un nuovo anno. L’appuntamento di cui prima salta.

Giro a leggere i nomi dei grandi immortalati dalle statue, a cominciare da Farinata degli Uberti, collocato nell’Inferno di Dante. Cambia la musica di sottofondo, qui non si fanno spettacoli ma raffinate cornici musicali, stavolta si intona il suono del silenzio. Un avviso di lavori in corso indica che lì dietro c’è Via dei Georgofili, tristemente famosa per una bomba scoppiata nel ’93.

Musica, volti, luci, ombre, non vedo che loro, mi ci perdo, è sera eppure circolano ancora turisti con la guida, non parlo giapponese, ma occhi a mandorla e un certo fare concitato mi convincono che questi di sicuro vengono fin dai confini del Pacifico, spero si porteranno dentro l’immortalità di questo posto. La stessa che sento io, con le note di All of me, una storia d’amore che lancia un inno all’Amore.

Venite a Firenze, non solo per vacanza, e non per caso. Nemmeno io sono finita qui per caso; sono qui per trovare le radici della terra a cui appartengo, se non me le hanno trasmesse in gioventù, vuoi per insensibilità o incompetenza, non me le lascio sfuggire ora. E’ bello vederle a 50 anni, la scuola ormai lontana, quel tempo in cui tutto questo era troppo complesso. Adesso è finalmente il momento di vivere, di sentire, di imprimere, di ascoltare, di raccontare.

Ho cambiato programma della sera, ma so che i miei nuovi amici non me ne vorranno, perché tante ancora saranno le occasioni di incontrarsi, mentre certi momenti avvengono soltanto in quel dato presente che mai più si ripeterà. Alzo lo sguardo in mezzo a tutte queste meraviglie architettoniche; buia è una finestra, mentre da quella di sopra illuminata s’intravede l’assaggio di un soffitto variopinto. Non sento più neanche il freddo…

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Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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